Cure transfrontaliere, una nuova opportunità per le malattie rare.

Il molto atteso progetto di legge che riguarda le cure transfrontaliere è stato appena approvato dai deputati europei ed è entrato in vigore il 25 aprile.

Questa direttiva, la 2011/24/UE, dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 25 ottobre 2013. Françoise Grossetête, relatrice al parlamento europeo del progetto, é soddisfatta dell'intesa. "Abbiamo lottato per una legge che sia centrata sul paziente" , ha dichiarato Grossetête. "Questa Direttiva riguarda gli interventi medici programmati e mira ad aiutare i malati ad ottenere le migliori cure disponibili in tutta Europa" (http://www.eurordis.org/it/content/direttiva-ue-sull%E2%80%99assistenza-sanitaria-transfrontaliera)

Il principio fondante è che ogni cittadino ha diritto ha un'assistenza sanitaria adeguata in qualunque paese dell'UE questa si possa trovare. La nuova direttiva riguarda le persone che scelgono di farsi curare al di fuori del proprio stato: per chi ha bisogno di cure d'emergenza mentre è in viaggio o soggiorna all'estero, rimane in vigore la normativa vigente che già prevede l'assistenza con la tessera di assicurazione malattia (La Tessera Europea di Assicurazione Malattia - TEAM - è il retro della Tessera Sanitaria nazionale o della Carta Regionale dei Servizi per le regioni Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Sicilia) sulla base di un accordo fra i sistemi sanitari nazionali dei 27 Stati membri.

Assisteremo a un fenomeno di "tursimo sanitario"?
Alla preoccupazione diffusa che questa normativa possa favorire una sorta di "turismo sanitario" tra le persone in cerca di servizi sanitari meno costosi all'estero, le statistiche dell'Unione Europea riportano che la domanda di assistenza sanitaria transfrontaliera riguarda solo circa l'1% della spesa pubblica sanitaria e secondo un sondaggio EurordisCare solo il 2% delle famiglie è alla ricerca di una diagnosi all'estero, cifre molto contenute a fronte degli indubbi vantaggi che il progetto di legge porterà nel panorama sanitario dell'Unione Europea.

Per la prima volta una normativa omogenea a livello comunitario.
Con questa direttiva si ottiene, per la prima volta, un quadro normativo omogeneo a livello comunitario sull'assistenza sanitaria transfrontaliera che mette in chiaro in quale contesto le cure al di fuori dello stato d'origine sono possibili e come saranno rimborsate. Inoltre l'entrata in vigore della direttiva dovrebbe ridurre i tempi d'attesa per diagnosi, interventi e trattamento in particolare di patologie complesse o rare, oltre a facilitare lo scambio di buone prassi in questo ambito tra gli stati membri.

L'importanza della normativa per le malattie rare.
In una dichiarazione, John Dalli, Commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori, ha affermato che la Direttiva "aiuterà i pazienti che necessitano di cure specialistiche come, ad esempio, coloro che sono alla ricerca di una diagnosi o trattamento per le malattie rare". Infatti alla Direttiva, che è stata oggetto di intense discussioni negli ultimi tre anni ed è stata modificata più volte, sono state aggiunte disposizioni particolarmente importanti per coloro che soffrono di una malattia rara e complessa. Il testo finale fa più volte riferimento alle malattie rare e comprende la definizione europea di malattia rara, che è di per sé un consolidamento della politica europea su queste patologie.
Di particolare interesse per il mondo dei pazienti rari è l'articolo 12 della Direttiva che recita: "la Commissione assisterà gli Stati Membri nello sviluppo di network europei di riferimento tra gli operatori sanitari e i centri di eccellenza negli Stati Membri, in particolare nel campo delle malattie rare", mettendo a fuoco uno degli obiettivi più importanti per la ricerca e lo sviluppo di nuove terapie per questo tipo di patologie.

E' importante che i concetti di malattie rare e network europei di riferimento siano presenti nel testo definitivo di questa direttiva anche perché, aggiungendosi alla crescente lista di leggi comunitarie che riguardano i bisogni specifici delle persone affette da malattie rare, offrono un riconoscimento effettivo e una solida base legislativa per motivare e confermare la spesa pubblica europea nel campo delle malattie rare nel terzo programma europeo di sanità pubblica.

I diversi punti della normativa
La normativa affronta in dettaglio i diversi aspetti dell'assistenza, dal ricovero al proseguimento della cura una volta rientrati a casa, con lo scopo di dare regole precise a garanzia della sicurezza del paziente, nel rispetto delle leggi dei singoli Stati e nell'ottica della sostenibilità della spesa per tutti gli attori coinvolti.

Autorizzazioni
Nei casi che non richiedono un ricovero ospedaliero i pazienti potranno chiedere assistenza sanitaria all'estero senza dover ottenere previamente un'autorizzazione e potranno chiedere il rimborso dei costi una volta ritornati a casa, mentre la richiesta di un'autorizzazione preventiva all'autorità sanitaria nazionale competente per il rimborso delle cure transfrontaliere è necessaria in tre casi:
1) per le cure che comportano un ricovero ospedaliero di almeno una notte;
2) per un'assistenza sanitaria altamente specializzata e costosa;
3) in casi gravi e specifici correlati alla qualità o alla sicurezza delle cure prestate all'estero.

Il parlamento europeo ha ottenuto che i motivi per rifiutare l'autorizzazione siano limitati ed elencati in una lista e abbiano come scopo la sicurezza del paziente; inoltre un paziente non potrà ottenere un no se il trattamento in questione non é disponibile nel paese d'origine, dove, una volta rientrati, é obbligatorio garantirne eventualmente il seguito.

Le autorità sanitarie nazionali, di contro, possono rifiutare l'autorizzazione se il trattamento o il prestatore di cure in questione possono presentare un rischio per il paziente. Questo vale anche nel caso in cui nel paese di residenza l'assistenza sanitaria richiesta possa essere fornita in tempo utile, ma gli Stati membri dovranno sempre comunicare il motivo del rifiuto.

In caso venisse negata l'autorizzazione i pazienti hanno comunque il diritto di chiedere il riesame del proprio caso individuale.

Rimborsi
Per quanto riguarda il rimborso, i pazienti riceveranno l'importo che avrebbero ricevuto nel loro paese per lo stesso tipo di cure. Gli Stati in cui le cure sono gratuite dovranno informare i pazienti sulle loro tariffe in materia di rimborsi.
Se un trattamento non è disponibile in uno Stato i pazienti riceveranno il rimborso per tale trattamento a patto che esso corrisponda al "pacchetto" nazionale di prestazioni sanitarie. Di solito i pacchetti di prestazioni pubbliche sono definiti in modo piuttosto generale, ma dove esistono elenchi più precisi (come ad esempio tariffari medici) dovranno essere usati ai fini dei rimborsi transfrontalieri.

In tutti i casi, con o senza ricovero, i pazienti dovranno avere accesso ad informazioni dettagliate sulla sicurezza delle cure che riceveranno, sulle modalità di accesso, sui costi e sugli adempimenti necessari per i rimborsi.

Come reperire informazioni
Per questo la nuova legge prevede la creazione di centro o di un punto informativo di contatto in ciascuno Stato membro incaricato di fornire informazioni sui diritti dei pazienti all'assistenza sanitaria in tutta Europa. Questi centri scambieranno tra loro informazioni e dovranno fornire ai pazienti tutte le informazioni pratiche sulle condizioni e sui livelli di rimborso, sulle possibilità di trattamento, sui prestatori, le procedure di ricorso, ecc. I pazienti dovranno avere un'idea chiara della qualità e della sicurezza dell'assistenza sanitaria prestata all'estero per poter prendere decisioni informate in merito all'assistenza sanitaria transfrontaliera.

Centri di riferimento
I centri di riferimento dei singoli Stati dovranno partecipare alla rete di riferimento europea e dovranno inoltre assicurare che siano attivate le procedure amministrative relative all'uso dell'assistenza sanitaria transfrontaliera e al rimborso dei costi, comprese procedure di reclamo e meccanismi per il calcolo dei costi.

La Commissione istituirà delle reti per incoraggiare la cooperazione su scala Comunitaria in materia di valutazione delle tecnologie sanitarie e di assistenza sanitaria on line (eHealth). Essa contribuirà anche ad agevolare il riconoscimento delle prescrizioni transfrontaliere.

Prescrizioni farmacologiche
Un altro punto fondamentale, infatti, riguarda le prescrizioni farmacologiche che dovranno essere riconosciute in tutti i paesi dell'UE. Questo per assicurare che l'assistenza sanitaria possa proseguire adeguatamente quando il paziente rientra nel proprio paese. Ovviamente questo vale se il medicinale prescritto sia autorizzato per la vendita e disponibile nel paese in cui il paziente desidera ricevere il prodotto.
Le prescrizioni dovrebbero già essere riconosciute, in linea di principio, su scala europea. Nella pratica, però, non sempre avviene sempre. Questa nuova direttiva darà ai farmacisti gli strumenti necessari per capire le prescrizioni transfrontaliere (in modo da meglio identificare il medicinale prescritto e i medici e i pazienti in questione).

Vi sono diverse disposizioni atte ad assicurare la continuità delle cure. In ogni caso il paese in cui avviene il trattamento dovrà assicurare che i pazienti abbiano accesso alla loro cartella clinica su supporto cartaceo o elettronico relativa al trattamento che hanno ricevuto per garantire che il proseguimento delle cure segua le modalità prescritte e abbia la stessa qualità.

In sintesi la direttiva 2011/24/UE riguarda l'applicazione dei diritti dei malati nell'assistenza sanitaria transfrontaliera e cerca di eliminare gli ostacoli che impediscono ai pazienti di cercare cure in altri Paesi dell'Unione Europea. Diritto fondamentale per quei malati che non riescono ad ottenere una diagnosi nel proprio Paese o che vogliono accedere ad un centro di eccellenza situato in un'altra nazione.

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