Sanità sarda alle grandi manovre. 2010 anno di svolta?

Inviato da: asce in Post associazione

asce

Col cambio di Giunta regionale anche in Sardegna sono iniziate le grandi manovre per il comparto sanitario.

Con una legge regionale e una serie di delibere, l'ultima a San Silvestro la sera del 31 dicembre 2009, è in corso una riforma del Servizio Sanitario Regionale. 

Si tratta di una riforma radicale che prevede il riordino delle competenze territoriali delle ASL, istituzione di nuovi rapporti con le università nelle aziende miste, una nuova distribuzione tra le ASL degli ospedali e infine la creazione di una macroarea amministrativa che copre l'intera regione.

Scopi dichiarati della riforma sono la lotta agli sprechi, migliorare l'organizzazione razionalizzando le risorse e, aggiungiamo noi, evitare il commissariamento e l'inserimento della regione nella lista delle regioni sprecone. Il buco ereditato dalla precedente gestione di centrosinistra pare sia attorno i 280 milioni di euro, secondo fonti dell'assessorato all'Igiene e Sanità sardo. Probabilmente è una stima per difetto.

Tutto bene allora? Crediamo proprio di no. Certo: la lotta agli sprechi, le razionalizzazioni sono ottime iniziative amministrative che partono entusiasticamente ad ogni cambio della guardia politica amministrativa. Poi, però, tutto si traduce, in Sardegna come in gran parte dell'Italia, nella triste e drammatica parola: razionamento.

Le malattie rare in Sardegna erano e sono ancora un incubo degli amministratori esattamente come per i pazienti e familiari isolani. Non c'è dubbio che ci siano anche singoli medici e singoli operatori che dimostrino competenza e capacità di presa in carico nei confronti delle persone colpite da malattie rare. Ma sono davvero mosche bianche e sono sole loro stesse. Manca tutto il contorno, manca tutto il sistema.

Anche l'ospedale Microcitemico, riconosciuto da una delibera "centro di riferimento regionale per le malattie rare" subisce la sorte di essere scorporato dalla competenza dell'ASL 8 per accorparsi all'Azienda ospedaliera "Brotzu", già famigerata per essere la più costosa e sprecona della Sardegna. 

Siamo stati chiamati, insieme ad altre associazioni di diversa materia, ad alcuni incontri compreso uno con l'Assessore Liori. Tutto viene presentato come una operazione vantaggiosa per tutti e che comunque è solo amministrativa e di fatto non cambierà niente per quanto riguarda l'assistenza.

Ed è questo il punto che ci fa gelare il sangue: non cambierà niente per i pazienti. Ma noi malati rari della Sardegna questo cambiamento per i pazienti lo aspettiamo da anni!

Cambiare tutto per non cambiare niente: siamo finiti anche noi dentro le pagine del Gattopardo di Tommasi di Lampedusa.

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