Le novità della legge 104

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Cambia la legge 104/92 che per 18 anni ha regolato congedi, permessi e aspettative sull’assistenza ai portatori di handicap.  Le tante novità si sono rese necessarie per le implicazioni e interpretazioni che il testo iniziale comportava, causando la necessità continua di correzioni e  chiarimenti attraverso circolari (e un ritocco nel 2000 da parte dell’allora ministro Livia Turco) . Che cosa cambia di fatto per i parenti che devono assistere un malato? Innanzitutto si riducono i beneficiari della normativa:  i giorni di permesso vengono concessi solo a una persone per assistere lo stesso familiare (prima non si specificava, lasciando alle singole amministrazione la facoltà di decidere). Ma non basta: i tre giorni vengono ora concessi ai parenti entro il terzo grado solo nel caso in cui i genitori o il coniuge della persona malata abbia più di 65 anni o sia anch’egli affetto da handicap (prima questo limite non esisteva, qualunque parente godeva di questo privilegio. Cambiamenti anche nella scelta della sede di lavoro per chi assiste un malato: ora per stare vicino al parente, chiunque usufruisca della 104 può chiedere il trasferimento a una sede lavorativa più vicina al domicilio dell’assistito (un diritto che prima spettava solo al genitore). Inoltre d’ora in avanti i genitori possono usufruire di permessi per assistere un figlio maggiorenne anche se non vive sotto lo stesso tetto. Attenzione però: i benefici della 104 possono essere revocati in caso di mancanza di “requisiti” accertati dal datore di lavoro o dall’Inps.

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